[Riassunto Game 3 / PARTE A]
Gian è in condizioni gravi, non ha conoscenza e presenta sempre infezioni in corso.
I componenti del gruppo prendono dunque il coraggio a due mani (poi guardano bene e si accorgono che non è il coraggio. E non servono neanche due mani) e, ignorando inizialmente la voce che li "chiama" nella zona fuori della clinica, si dividono in due sottogruppi: Save, Fra, Alan ed Apo - seppur provati e spaventati dai vari eventi - si propongono di continuare l'esplorazione dell'ospedale.
Lucrezia, Clio, Edo e Simo rimangono nell'unica sala "sicura" della clinica cercando di dare assistenza a Gian.
Nel frattempo, Daniele F. e Maria si svegliano e vengono "istruiti" dal resto del gruppo riguardo a quanto successo nelle ore precedenti (1 - 2). Il loro orario di risveglio è di circa una decina di ore dopo i primi.
L'ala dell'ospedale di medicina generale prosegue oltre la barriera di barelle ed i cadaveri perquisiti in precedenza da Alan ed Apo.
Dal fondo del corridoio si nota una cappella da ospedale, di quelle piccole per concedere la preghiera ai parenti dei malati. Dall'interno fuoriesce, dagli spiragli della porta, una luce gialla da candele ed inoltre si percepisce chiaramente un suono che ricorda le litanie dei monasteri.
Dall'apertura, sbirciando, si nota a terra un cadavere allungato sul pavimento e una luce sempre più forte (sicuramente centinaia di candele).
Il gruppo di esplorazione decide però di perquisire tutte le sale adiacenti prima di dedicarsi alla chiesetta: ci sono infatti altre sale di degenza e letti per malati nei dintorni.
Saverio spara un colpo alla serratura di della corsia principale, che è chiusa dall'interno da un efficace doppio giro di catena. La chiusura salta e le porte si possono aprire, ma Save - per inesperienza con le armi da fuoco - accusa il contraccolpo dell'arma rimanendo col braccio inutilizzabile per i minuti successivi.
All'interno della corsia vengono trovati oggetti di poco conto, perlopiù beni dei pazienti che a poco potranno servire. Ma ogni cosa viene razziata (una macchina foto, un game boy scarico, cucchiaio)
Sempre dentro la corsia, però, c'è una stanzetta di pochi metri quadri con vetrata infranta: dentro è tutto buio ma è possibile vedere come nella parete di fondo anche lo schermo (che probabilmente proiettava immagini di cielo e nuvole come in tutto questo reparto) sia infranta; sembra che qualcuno sia saltato dentro la stanza per poi sbattere contro e distruggere anche il fondale.
Nello spiraglio del vetro rotto, Saverio lancia dentro un cucchiaio per vedere se c'è una sorta di reazione di qualcuno/qualcosa; ed in effetti si sentono piccoli passi (già sentiti in precedenza, ricordate?) come di zampette veloci che corrono per la stanza.
La porta viene divelta con un calcione da Save mentre Fra Alan e Apo tengono la soglia sotto tiro. Appena viene spalancata l'apertura, un "qualcosa" salta verso il soffitto e si infila in un cunicolo di mezzo metro di diametro per poi sparire nelle intercapedini della clinica.
Non rimane dunque che tornare indietro e dedicarsi all'ultima sala (operatoria?) prima di chiudere con la cappella ancora inesplorata.
Nel frattempo Simonetta ed i neo arrivati Dani F. e Maria si spostano assieme verso la sala Tac (quella dove c'era il cadavere saponificato - vedi mappa 1), dato che da qualche minuto arrivava un suono come di qualcosa che striscia o gratta.
La sala è completamente buia ma i 3 notano comunque un essere che striscia sul pavimento. Con la punta di un bastone Simonetta prova a "stuzzicare" la bestia/animale ma subito un tentacolo molliccio avvolge il pezzo di legno e lo trascina via.
I 3, spaventati, decidono di raggiungere gli "esploratori" che sono andati verso la medicina generale per avvertirli di aver trovato un essere strano nella sala.
Si ritrovano dunque tutti all'apertura della sala operatoria, così da poter entrare tutti e 7 ad esplorarla (la sala TAC con il relativo "mostriciattolo" verrà affrontata successivamente).
Dentro si vede un tavolo illuminato da due fari grossi ed un telo che copre il letto dell'operazione. Sdraiato c'è sicuramente il corpo di qualcuno (si nota la sagoma dietro al telo). C'è un forte odore di disinfettante e formaldeide.
Prudentemente Alan scopre il tendone, dietro al quale si presenta il corpo di un uomo deceduto e con la cassa toracica divelta: dall'interno sbucano due piccole braccine che paiono lì non perché chirurgicamente inserite ma perché già parte del corpo. Il cadavere è immobile e legato e sembra deceduto da qualche giorno.
Alan con un bastone percuote le ginocchia del tizio con l'intento di romperle evitando un possibile futuro incontro con uno zombie deambulante. Al primo colpo le braccine reagiscono muovendosi e l'istinto porta Alan a continuare i colpi picchiando proprio le piccole protuberanze. Una di queste si spezza.
Francesco spara un colpo al ventre del cadavere (per provare la pistola). Il colpo va a segno, ma anche lui per inesperienza si procura un piccolo taglio alla mano quando il carrello della pistola torna indietro post colpo.
Per sicurezza, Apo spara anche un colpo di fucile al ventre del tizio che si disintegra (la conseguenza ulteriore è che tutto il gruppo ha ora le orecchie che fischiano! Non si spara col fucile in una stanza chiusa!!).
Dalle lastre appese sulle lavagne luminose PARE che ci sia una sorta di secondo corpo all'interno (ecco spiegate le braccine di un secondo "essere") che ha il cervello nel ventre del primo.
Terminata l'esplorazione della sala operatoria, il gruppo si sposta verso l'ultima parte della medicina generale ancora non visitata: l'interno della cappellina.
Una voce registrata passa nella filodiffusione col seguente messaggio "Si prega di portare gli ospiti nelle celle abitative"(ripetuto 3 volte).
Un messaggio sul monitor avvisa che "Sono rimasti 20 ospiti".
Lucrezia, Clio, Edo e Simo rimangono nell'unica sala "sicura" della clinica cercando di dare assistenza a Gian.
Nel frattempo, Daniele F. e Maria si svegliano e vengono "istruiti" dal resto del gruppo riguardo a quanto successo nelle ore precedenti (1 - 2). Il loro orario di risveglio è di circa una decina di ore dopo i primi.
L'ala dell'ospedale di medicina generale prosegue oltre la barriera di barelle ed i cadaveri perquisiti in precedenza da Alan ed Apo.
Dal fondo del corridoio si nota una cappella da ospedale, di quelle piccole per concedere la preghiera ai parenti dei malati. Dall'interno fuoriesce, dagli spiragli della porta, una luce gialla da candele ed inoltre si percepisce chiaramente un suono che ricorda le litanie dei monasteri.
Dall'apertura, sbirciando, si nota a terra un cadavere allungato sul pavimento e una luce sempre più forte (sicuramente centinaia di candele).
Il gruppo di esplorazione decide però di perquisire tutte le sale adiacenti prima di dedicarsi alla chiesetta: ci sono infatti altre sale di degenza e letti per malati nei dintorni.
Saverio spara un colpo alla serratura di della corsia principale, che è chiusa dall'interno da un efficace doppio giro di catena. La chiusura salta e le porte si possono aprire, ma Save - per inesperienza con le armi da fuoco - accusa il contraccolpo dell'arma rimanendo col braccio inutilizzabile per i minuti successivi.
All'interno della corsia vengono trovati oggetti di poco conto, perlopiù beni dei pazienti che a poco potranno servire. Ma ogni cosa viene razziata (una macchina foto, un game boy scarico, cucchiaio)
Sempre dentro la corsia, però, c'è una stanzetta di pochi metri quadri con vetrata infranta: dentro è tutto buio ma è possibile vedere come nella parete di fondo anche lo schermo (che probabilmente proiettava immagini di cielo e nuvole come in tutto questo reparto) sia infranta; sembra che qualcuno sia saltato dentro la stanza per poi sbattere contro e distruggere anche il fondale.
Nello spiraglio del vetro rotto, Saverio lancia dentro un cucchiaio per vedere se c'è una sorta di reazione di qualcuno/qualcosa; ed in effetti si sentono piccoli passi (già sentiti in precedenza, ricordate?) come di zampette veloci che corrono per la stanza.
La porta viene divelta con un calcione da Save mentre Fra Alan e Apo tengono la soglia sotto tiro. Appena viene spalancata l'apertura, un "qualcosa" salta verso il soffitto e si infila in un cunicolo di mezzo metro di diametro per poi sparire nelle intercapedini della clinica.
Non rimane dunque che tornare indietro e dedicarsi all'ultima sala (operatoria?) prima di chiudere con la cappella ancora inesplorata.
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Nel frattempo Simonetta ed i neo arrivati Dani F. e Maria si spostano assieme verso la sala Tac (quella dove c'era il cadavere saponificato - vedi mappa 1), dato che da qualche minuto arrivava un suono come di qualcosa che striscia o gratta.
La sala è completamente buia ma i 3 notano comunque un essere che striscia sul pavimento. Con la punta di un bastone Simonetta prova a "stuzzicare" la bestia/animale ma subito un tentacolo molliccio avvolge il pezzo di legno e lo trascina via.
I 3, spaventati, decidono di raggiungere gli "esploratori" che sono andati verso la medicina generale per avvertirli di aver trovato un essere strano nella sala.
Si ritrovano dunque tutti all'apertura della sala operatoria, così da poter entrare tutti e 7 ad esplorarla (la sala TAC con il relativo "mostriciattolo" verrà affrontata successivamente).
Dentro si vede un tavolo illuminato da due fari grossi ed un telo che copre il letto dell'operazione. Sdraiato c'è sicuramente il corpo di qualcuno (si nota la sagoma dietro al telo). C'è un forte odore di disinfettante e formaldeide.
Prudentemente Alan scopre il tendone, dietro al quale si presenta il corpo di un uomo deceduto e con la cassa toracica divelta: dall'interno sbucano due piccole braccine che paiono lì non perché chirurgicamente inserite ma perché già parte del corpo. Il cadavere è immobile e legato e sembra deceduto da qualche giorno.
Alan con un bastone percuote le ginocchia del tizio con l'intento di romperle evitando un possibile futuro incontro con uno zombie deambulante. Al primo colpo le braccine reagiscono muovendosi e l'istinto porta Alan a continuare i colpi picchiando proprio le piccole protuberanze. Una di queste si spezza.
Francesco spara un colpo al ventre del cadavere (per provare la pistola). Il colpo va a segno, ma anche lui per inesperienza si procura un piccolo taglio alla mano quando il carrello della pistola torna indietro post colpo.
Per sicurezza, Apo spara anche un colpo di fucile al ventre del tizio che si disintegra (la conseguenza ulteriore è che tutto il gruppo ha ora le orecchie che fischiano! Non si spara col fucile in una stanza chiusa!!).
Dalle lastre appese sulle lavagne luminose PARE che ci sia una sorta di secondo corpo all'interno (ecco spiegate le braccine di un secondo "essere") che ha il cervello nel ventre del primo.
Terminata l'esplorazione della sala operatoria, il gruppo si sposta verso l'ultima parte della medicina generale ancora non visitata: l'interno della cappellina.
[continua qui]
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